venerdì 27 gennaio 2017

FOTOVOLTAICO: aggiornamento del calcolo di rendimento economico di un impianto fotovoltaico domestico

Dopo aver aggiornato i corrispettivi Pzon e CUSf nei post precedenti, abbiamo ora tutti i dati per poter procedere ad un'analisi di convenienza economica.

Analizzeremo gli stessi casi presi in considerazione tre anni fa per capire quanto è cambiata la situazione da un punto di vista prettamente finanziario.

-----------------------------------------
ESEMPIO 1

Partiamo da un caso concreto abbastanza comune, quello di un utente situato nel nord Italia con contratto D2 e prelievi annui di 2700kWh.

Per non rischiare di creare eccedenze che penalizzerebbero il rendimento economico decidiamo di produrre non piu' di 2500kWh/anno.
Stimiamo conservativamente l'autoconsumo in 540kWh/anno (il 20% dei consumi annui).

L'energia prelevata diviene 2700-540= 2160kWh/anno
L'energia immessa diviene 2500-540= 1960kWh/anno
Stimiamo il prezzo chiavi in mano dell'impianto tenendo conto di TUTTI i costi a nostro carico. Supponiamo che per riuscire a produrre 2500kWh/anno il miglior prezzo d'impianto che possiamo ottenere sia di 4400 Euro iva compresa.
Stabiliamo un periodo di ammortamento dell'impianto pari a 10 anni (dopo 10 anni l'energia prodotta sarà gratuita).

Calcoliamo ora i ricavi annui usando le formule sviluppate nei post precedenti:

CUSf = (360kWh*CUSf_2 + 1600*CUSf_1) / 1960kWh = (360*0.08041 + 1600*0.04786)/1960 = 0.054 Euro/kWh
CS = (Pzon*1.051 + CUSf ) * kWh_immessi = (0.039*1.051+0.054)*1960 = 0.095*1960 = 186 Euro
Ricavo annuo da SSP = 186 Euro
Ricavo annuo da detrazione fiscale 50% (in 10 rate) = 4400/20 = 220 Euro
Ricavo annuo da autoconsumo = 100 Euro (vedi calcolo post sull'autoconsumo)*
Ricavi totali = 186 + 220 + 100 = 506 Euro/anno

* il risparmio da autoconsumo si semplifica un poco perchè ora basta valorizzare i kWh autoconsumati al prezzo finito del secondo scaglione in fascia F1, dunque 540kWh * 0.186 Eurocent = 100 Euro.

Calcoliamo il montante ottenibile in 10 anni dai ricavi annuali supponendo di reinvestirli all' 1% annuo **:
 M = R * [(1+i)^n -1] / i = 506 * [1.01^10-1] / 0.01 = 5293 Euro

** lo scenario finanziario è cambiato notevolmente rispetto a tre anni fa quando era possibile investire a breve a tassi del 3% annuo. Oggi appare adeguato un tasso di reinvestimento dei proventi attorno all' 1%.

Infine calcoliamo il rendimento netto dell'investimento:
 i = (M/C)^1/n -1 = (5293/4400)^(1/10) -1 = 1.8% 

In questo caso i ricavi annui ottenibili consentono di ottenere un rendimento netto annuo dell' 1.8% a patto che l'impianto sia garantito per tutta la durata dell'ammortamento (10 anni) e che il costo non superi i 4400 Euro tutto compreso. 
Ora si noti che per produrre 2500kWh al nord occorre una potenza installata attorno ai 2.2kWp. Cio' significa che il costo per kWp non deve superare i 2000 Euro/kWp, obiettivo non sempre raggiungibile ai prezzi odierni per un impianto di piccola taglia tenuto conto dei costi fissi (pratiche burocratiche, contatore bidirezionale, quadri elettrici, ponteggi).

Il rendimento netto non e' esaltante tenuto conto dei rischi impliciti insiti in questo tipo di investimento. Si consideri infatti che il contratto SSP con il GSE e' annuale e dunque le condizioni economiche possono nell'arco di pochi anni divenire peggiorative.

Tale rendimento annuo è facilmente superabile con investimenti a basso rischio finanziario, per esempio basta sottoscrivere un vincolo quinquennale in un conto deposito con rendimenti attorno al 2% netto annuo.


-----------------------------------------
ESEMPIO 2

Vediamo ora un secondo caso, decisamente piu' favorevole: utente del nord Italia con contratto D2 e prelievi annui di 6000kWh.
Per massimizzare il rendimento e non rischiare di produrre eccedenze decidiamo di produrre 5000kWh.
Anche in questo caso stimiamo conservativamente l'autoconsumo al 20% dei prelievi: 1200kWh annui.
Stabiliamo infine un periodo di ammortamento dell'impianto pari a 10 anni (dopo 10 anni l'energia prodotta sarà gratuita).
Energia prelevata: 6000 - 1200 = 4800kWh
Energia immessa: 5000 - 1200 = 3800kwh
Prezzo impianto iva compresa: 8100 Euro

Calcoliamo ora i ricavi annui:

CUSf = (3000kWh*CUSf_2 + 800*CUSf_1) / 3800kWh = (3000*0.08041 + 800*0.04786) / 3800 = 0.073 Euro/kWh
CS = (Pzon*1.051 + CUSf ) * kWh_immessi = (0.039*1.051+0.073) * 3800 = 0.114 * 3800 = 433 Euro
Ricavo annuo da SSP = 433 - 36 (costi amministrativi) = 397 Euro
Ricavo annuo da detrazione fiscale 50% (in 10 rate) = 8100/20 = 405 Euro
Ricavo annuo da autoconsumo = 1200kWh * 0.186 = 223 Euro
Ricavi totali = 397 + 405 + 223 = 1025 Euro/anno

Calcoliamo il montante ottenibile in 10 anni dai ricavi annuali supponendo di reinvestirli all' 1% annuo:
M = R * [(1+i)^n -1] / i = 1025 * [1.01^10-1] / 0.01 = 10723 Euro

Infine calcoliamo il rendimento netto dell'investimento:
 i = (M/C)^1/n -1 = (10723/8100)^(1/10) -1 = 2.8%

In questo caso i ricavi totali permettono un rendimento del 2.8% netto annuo, superiore rispetto ai rendimenti ottenibili con un conto deposito o un BTP decennale ma occorre considerare che il rischio sopportato dall'investimento fotovoltaico è superiore.
E' interessante notare come questa tipologia di impianto tre anni fa rendesse addirittura il 7.3% annuo.
La riforma in atto ha tosato ampiamente soprattutto i rendimenti degli impianti domestici di potenza medio-alta.  

Al nord una taglia d'impianto di 4.5kWp garantisce l'ottenimento dell'energia richiesta. Si noti che il prezzo al kWp e' stato fissato a 1800 Euro/kWp, un prezzo non difficile da spuntare oggi su questa taglia d'impianto.


-----------------------------------------
ESEMPIO 3

Ora vediamo un caso particolarmente sfavorevole: utente del nord Italia con contratto D2 e prelievo annuo di 1800kWh.

Per non rischiare di creare eccedenze che penalizzerebbero ulteriormente il rendimento economico decidiamo di produrre non piu' di 1700kWh/anno.
Stimiamo conservativamente l'autoconsumo in 340kWh/anno (il 20% dei consumi annui).

L'energia prelevata diviene 1800-340= 1460kWh/anno
L'energia immessa diviene 1700-340= 1360kWh/anno
Stimiamo il prezzo chiavi in mano dell'impianto tenendo conto di TUTTI i costi a nostro carico. Supponiamo che per riuscire a produrre 1700kWh/anno il miglior prezzo d'impianto che possiamo ottenere sia di 3300 Euro iva compresa.
Stabiliamo un periodo di ammortamento dell'impianto pari a 10 anni (dopo 10 anni l'energia prodotta sara' gratuita).

Calcoliamo ora i ricavi annui usando le formule sviluppate nei post precedenti:

CUSf = (1360*CUSf_1) / 1360kWh = 0.04786 Euro/kWh
CS = (Pzon*1.051 + CUSf ) * kWh_immessi = (0.039*1.051+0.04786)*1360 = 0.088*1360 = 120 Euro
Ricavo annuo da SSP = 120 Euro
Ricavo annuo da detrazione fiscale 50% (in 10 rate) = 3300/20 = 165 Euro
Ricavo annuo da autoconsumo = 0.122 * 340kWh = 41 Euro
Ricavi totali = 120 + 165 + 41 = 326 Euro/anno

Calcoliamo il montante ottenibile in 10 anni dai ricavi annuali supponendo di reinvestirli all' 1% annuo:

 M = R * [(1+i)^n -1] / i = 326 * [1.01^10-1] / 0.01 = 3410 Euro

Infine calcoliamo il rendimento netto dell'investimento:
 i = (M/C)^1/n -1 = (3410/3300)^(1/10) -1 = 0.3%

In questo ultimo sfortunato caso i ricavi annui ottenibili consentono di ottenere un rendimento netto annuo di appena lo 0.3% annuo a patto che l'impianto sia garantito per tutta la durata dell'ammortamento (10 anni) e che il costo non superi i 3300 Euro.

 Ora si noti che per produrre 1700kWh al nord occorre una potenza installata attorno ad 1.5kWp. Cio' significa che il costo per kWp non deve superare i 2200 Euro/kWp altrimenti il rendimento di fatto si azzera.


-----------------------------------------
CONCLUSIONI


Per l'effetto congiunto della riforma elettrica e del crollo del prezzo energetico, al nord Italia solo chi ha rilevanti prelievi energetici ha oggi una seppur modesta convenienza economica nell'installare un impianto fotovoltaico domestico.
La tabella sottostante mostra il crollo del rendimento economico nei tre casi di esempio:

Certamente da qui a dieci anni la situazione può ulteriormente cambiare, i prezzi energetici possono risalire, nuove condizioni possono essere imposte unilateralmente dal GSE, i tassi di interesse possono risalire, etc...
L'importante è essere pienamente consapevoli di queste variabili aleatorie prima di decidere di mettere mano al portafogli investendo in un impianto fotovoltaico.


P.S.1:  nel post del calcolo dei nuovi CUSf è stata aggiunta una sezione di previsione del CUSf unico in vigore dal 2018. Suggerisco di inserire tale valore per gli impianti non ancora operativi in quanto il nuovo CUSf unico impatterà sui rendimenti attesi.

P.S.2: nel valutare il costo totale di impianto ai fini dell'ammortamento occorre ricordarsi di includere gli oneri di allacciamento dovuti ad ENEL in quanto essi possono incidere in maniera significativa (alcune centinaia di Euro).

P.S.3: Dal 2015 il GSE ha leggermente rimodulato i costi amministrativi annuali a carico dei titolari di impianti FV come mostrato in Tabella 1.



microguru

Nessun commento: