domenica 13 ottobre 2013

FOTOVOLTAICO: calcoliamo il valore del CUSf nello Scambio sul posto

Si e' visto nel post precedente che il secondo termine della formula dell'SSP (CUSf * kWh_scambiati) assume un ruolo rilevante ai fini della ricerca del massimo rendimento economico.

Il CUSf (Corrispettivo Unitario di Scambio Forfettario annuale) e' un termine medio ponderato che rappresenta la somma delle seguenti componenti:

CUSf = PD + TAU3 + A2+ A3 + A4 + A5 + AS + UC3 + UC4 + UC6 + UC7

Si tratta delle stesse componenti variabili che paghiamo in bolletta per ogni kWh di energia prelevata e che ci vengono rimborsate dal GSE come incentivo per ogni kWh di energia che scambiamo con la rete (nella formula semplificata l'energia scambiata equivale all'energia immessa in quanto non vogliamo avere antieconomiche eccedenze).

Il CUSf nell'arco dell'anno puo' naturalmente variare per cui per ottenere il CUSf annuale si procede ad una semplice media aritmetica dei CUSf mensili.
Siccome tipicamente la variazione del CUSf avviene trimestralmente in occasione dell'aggiornamento delle condizioni economiche nel mercato di tutela, ci basta fare la media aritmetica dei CUSf trimestrali dell'anno solare.

Nella figura sotto e' riportato un estratto del prospetto AEEG relativo ai prezzi energetici del trimestre Ottobre-Dicembre:

Si puo' velocemente calcolare il CUSf di ogni scaglione sfruttando gli accorpamenti del prospetto AEEG:

Tariffa D2:
CUSf_1 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.00478 + 0.03274 - 0.00018 = 0.05123 Euro/kWh
CUSf_2 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.04129 + 0.04813 - 0.00018 = 0.10313 Euro/kWh
CUSf_3 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.08061 + 0.06886 - 0.00018 = 0.16318 Euro/kWh
CUSf_4 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.12274 + 0.06886 - 0.00018 = 0.20531 Euro/kWh

Tariffa D3:
CUSf_1 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.02437 + 0.06886 - 0.00018 = 0.10694 Euro/kWh
CUSf_2 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.04129 + 0.06886 - 0.00018 = 0.12386 Euro/kWh
CUSf_3 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.08061 + 0.06886 - 0.00018 = 0.16318 Euro/kWh
CUSf_4 = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT = 0.01389 + 0.12274 + 0.06886 - 0.00018 = 0.20531 Euro/kWh


Come vedete per ogni tipologia di contratto abbiamo ottenuto 4 diversi CUSf, uno per ogni scaglione di consumo.
Ma se immetto in rete per esempio 1000kWh, mi verra' certamente pagato il CUSf relativo al primo scaglione??

Niente affatto, nel determinare gli scaglioni in cui allocare l'energia immessa non si parte dal primo, bensi' si parte dallo scaglione piu' alto relativo all'energia prelevata in tutto l'anno solare, per poi procedere a ritroso fino agli scaglioni piu' bassi.
Questa metodica e' fortunatamente a noi favorevole perche' anche se immettiamo poca energia, possiamo recuperare gli oneri di sistema degli scaglioni di consumo piu' elevati.

Qualche esempio chiarira' meglio il concetto, supponiamo di prelevare in un anno 3000kWh e di immettere 2000kWh.
Il valore del CUSf medio ponderato da inserire nella formula SSP sara' calcolato in questo modo:
CUSf = (360kWh * CUSf_3 + 840kWh * CUSf_2 + 800kWh * CUSf_1) / 2000kWh

Quindi come vedete il valore di CUSf risultante e' in stretta dipendenza con la quantita' di energia prelevata nell'anno solare nel senso che quest'ultima determina lo scaglione del CUSf da cui partire. E' utile notare che per determinare lo scaglione massimo corrispondente ai nostri prelievi non si applica il criterio del pro-quota giorno, si valuta semplicemente il totale di energia prelevata nell'anno.

Adesso vediamo un esempio molto interessante: 7000kWh prelevati, 2560kWh immessi.
CUSf = (2560kWh * CUSf_4) / 2560kWh = CUSf_4 = 0.20531 Euro/kWh

Abbiamo appena mostrato come ottenere il massimo CUSf possibile in assoluto, pari a quello del quarto scaglione per TUTTA l'energia immessa.
Ovviamente pochi potranno avvicinarsi a questa remunerazione perche' occorre avere prelievi annuali molto alti, molto superiori ai 4440kWh/anno (inizio quarto scaglione) e immettere in rete tutto cio' che eccede questo limite in modo da farsi pagare per TUTTA l'energia immessa un CUSf di ben 20.5 Eurocent/kWh.

Una strategia piu' accessibile e comunque profittevole in tariffa D2 consiste nell'evitare di farsi pagare il CUSf del primo scaglione, CUSf che paga appena 5 Eurocent/kWh. Come?

Basta immettere in rete 1800kWh in meno rispetto al prelievo energetico annuo.
Esempio con tariffa D2, 4000kWh prelevati , 2200kWh immessi:

CUSf = (1360kWh * CUSf_3 + 840kWh * CUSf_2) / 2200kWh = (1360kWh * 0.16318 + 840kWh * 0.10313) / 2200kWh = 0.14 Euro/kWh

Come vedete si riesce in questo modo a spuntare un CUSf medio di 14 Eurocent per ogni kWh immesso in rete.
Se noi avessimo invece immesso 4000kWh avremmo ottenuto un CUSf medio decisamente piu' basso:

CUSf = (1360kWh * CUSf_3 + 840kWh * CUSf_2 + 1800kWh * CUSf_1) / 4000kWh = (1360kWh * 0.16318 + 840kWh * 0.10313 + 1800kWh * 0.05123) / 4000kWh = 0.10 Euro/kWh

Come si puo' notare la strategia suddetta ci permette di ottenere un CUSf medio piu' alto del 40%.

Ovviamente chi ha prelievi annui inferiori a 2000kWh (a cui va aggiunto anche l'autoconsumo) non potra' adottare questo tipo di strategie neanche parzialmente perche' la quasi totalita' delle proprie immissioni sara' per forza di cose ripagata al prezzo del CUSf_1, lo scaglione piu' basso.

Dovrebbe essere chiaro a questo punto che chi ha necessita' di prelievi energetici annui elevati gode di maggiori vantaggi economici nell'installare un impianto FV rispetto a chi ha un consumo annuo nella media.
Infatti oltre ad ottenere un CUSf medio piu' elevato, chi ha impianti domestici in SSP da 6-10kWp riesce a godere anche di un prezzo d'impianto al kWp inferiore rispetto a chi necessita di un piccolo impianto da 2-3kWp.

Per riassumere, lo studio del CUSf medio ci permette non solo di stimare la quota di ricavi piu' sostanziosa incassata grazie al meccanismo SSP ma ci permette anche di individuare la potenza d'impianto in grado di massimizzare il rendimento economico in funzione delle proprie esigenze di prelievo.

Nel prossimo post ci occuperemo del primo termine della formula SSP per poter finalmente giungere ad una stima verosimile dei ricavi complessivi annui, dato imprescindibile per poter valutare il rendimento economico del nostro impianto fotovoltaico domestico.

EDIT:
Qualche mese dopo la pubblicazione di questo post l'AEEG ha pubblicato i CUSf ufficiali relativi a tutto il 2013,  E' possibile dunque verificare l'esattezza dei valori dei CUSf calcolati sopra.

microguru

6 commenti:

Giacomo Marinelli ha detto...

Ottimo articolo. Complimenti per la precisione e la chiarezza. Volevo chiedere alcune cose:
nella formula CUSf_n = PD + Servizi di Rete + Oneri generali - MCT cosa si intende per PD? Il prezzo fisso di dispacciamento forse?

Inoltre gli oneri generali che nell'esempio hai quantificato in 0.06886€ reppresenta la somma delle componenti A2+ A3 + A4 + A5 + AS + UC3 + UC4 + UC6 + UC7?
Queste ultime componenti (A2+ A3 + A4 + A5 + AS + UC3 + UC4 + UC6 + UC7) in una bolletta Enel dove vengono conteggiate (non riesco a trovarle ne sotto la voce "Servivi di vendita (a)" ne in "Servizi di rete (b)" ne sotto "Imposte (c)".

Ancora complimetni per il blog e grazie.

microguru ha detto...

@Giacomo

Tutte le risposte ai tuoi quesiti sono contenute nel link in fondo al seguente post:
http://macchinadeisoldi.blogspot.it/2013/11/costo-energia-elettrica-tabella.html

Se apri l'excel AEEG troverai tutte le componenti tariffarie indicate tra cui anche il dispacciamento PD.

Sull'excel puoi vedere anche come alcune componenti sono state accorpate in servizi di rete e oneri generali. Usando la formula compatta, grazie agli accorpamenti ti bastano solo 4 valori per calcolare il CUSf per cui puoi evitare di risalire alle singole componenti A e UC.


>>>Inoltre gli oneri generali che nell'esempio hai quantificato in 0.06886€ reppresenta la somma delle componenti A2+ A3 + A4 + A5 + AS + UC3 + UC4 + UC6 + UC7?


No, oltre alle componenti da te elencate, gli oneri generali comprendono anche MCT ed e' per questo motivo che nella formula compatta devi sottrarre MCT in quanto non rimborsato dal GSE.

L'ultima domanda e' piu' complessa perche' purtroppo in bolletta le componenti A e UC non appaiono singolarmente ma accorpate in modi diversi a seconda del venditore sotto la voce 'Servizi di Rete' includendo di solito anche TAU3.
Prendi spunto dai vecchi post di analisi delle bollette Edison e Enel Energia per scoprire gli esatti accorpamenti fatti dal tuo gestore. Usa come riferimento il foglio Excel AEEG relativo al periodo rendicontato.

:)
microguru

Anonimo ha detto...

Scusate se commento a distanza di anni dal post... Volevo sapere come funziona il RAS (riporto a credito delle eccedenze). Più precisamente, il mio quesito è il seguente:
Es in un mese singolo in F1 prelevo 100 e produco 110. in tal caso ne scambio 100 ed ho eccedenze per 10. In tal caso l'eccedenza del mese in commento viene valutata dal GSE come eccedenza in quanto tale per l'anno in corso con possibilità di chiederne la liquidazione o accreditamento energetico per anno successivo, oppure viene "spalmata" nella F2 e F3 del medesimo mese, oppure, nei mesi successivi?
Risolto il quesito di cui sopra, in caso di RAS accrdditamento per anno successivo, come funziona nel concreto? (eccedenze 2015 sono pari a 300, mentre nel 2016 risulteranno 0 eccedenze ma 300 prelievi non coperti da scambio. Questi ultimi me li annullano con le 300 eccedenze dell'anno precedente? Oppure considerano le eccedenze riportate in accredito all'anno successivo come energia che scambierò in caso di prelievi superiori alle immissioni?
Grazie anticipatamente

microguru ha detto...

@Anonimo

c'è un post apposito per le eccedenze:
http://macchinadeisoldi.blogspot.it/2013/12/fotovoltaico-calcoliamo-il-valore-delle.html

La cosa importante da ricordare riguardo le eccedenze consiste nel fatto che non vengono mai valutate in "kWh" bensì in "Euro" applicando la formula riportata nel post.
Ciò significa che è improprio parlare di "eccedenze 2015 pari a 300 kWh" bensì occorre parlare del valore economico di tali eccedenze, per esempio "eccedenze 2015 pari a 15 euro".

Sapendo di avere 15 Euro di eccedenze si può decidere di farsele liquidare (pagandoci IRPEF e addizionali) oppure di accumularle per anni ma prima o poi dovrai andrare all'incasso (misero purtroppo), preferibilmente in un anno in cui hai aliquota marginale IRPEF più bassa per ragioni contingenti (pensione, disoccupazione, etc..).

:)
microguru





Anonimo ha detto...

Grazie per la risposta però non ho capito una cosa. Ovunque leggo che il calcolo ai fini dello scambio p delle eccedenze è fatto su base annuale. Quindi Es in mese X prelevo 100 ed immetto 110 e nel mese Y prelevo 110 ed immetto 100 allora vuol dire che non ho eccedenze perché su base annuale(X+Y) immissioni e prelievi sono uguali... eppure nella realtà (calcolo su base mensile) nel mese X ho eccedenze e nel mese Y Ho prelevato più di quanto immesso. Tutto ciò ha delle rilevanti conseguenze perché se utilizziamo il calcolo su base annuale io scambierò tutto quanto immesso in X+Y con Cs di un certo valore, invece, se utilizziamo il calcolo su base mensile accadrà che nel mese X avrò euro pari a Cs*100 sommati a Pzon*10 e nel mese Y solo Cs*100. La differenza notevole risiede nel fatto che il Cs è ontologicamente maggiore rispetto al Pzon perché il primo é sommatoria del Pun con CUsf. Evidentemente, se seguiamo i calcoli su base mensile in termini monetari riceverò dal GSE meno di quanto riceverei se seguissimo il calcolo annuale perché, per quest'ultimo, cambierei tutta la energia immessa!! Inoltre, vi sarebbe altra differenza di non poca rilevanza, se seguiamo il calcolo mensile dovrò pagare irpef per quei 10 di eccedenza, mentre nel calcolo annuale no in quanto quel 10 risulterebbero (falsamente) scambiati.
Analogo discorso può essere riportato se il calcolo lo facessimo, pur sempre mensilmente, però con riferimento alle singole fasce di riferimento!! Es F1 prelevo 10 e immetto 11 ed in F2 prelevo 10 ed immetto 9 con conseguenze analoghe a quelle sopra riportate.
Le chiedo, quindi, se il calcolo è su base annuale in modo forfettario o su base mensile reale con particolare attenzione anche alle F1,F2 e F3 proprio per capire le differenze in termini monetari e di IRPEF!! (Soluzione non trovata nel manuale GSE nè scritta nei contratti e convenzioni stipulate). Le chiedo tutto ciò al fine di operare un calcolo il più attendibile in attesa dei pagamenti del GSE.
Ps- a volte il mio impianto va in over-range (3000/3200W) ed inverter scatta e va in protezione, come devo risolvere questo problema (penso burocratico con adeguamento contrattuale)? Al momento ho coperto 1/2 e 1/2 pannello delle due serie con fogli di compensato e non scatta più rimanendo sotto i 3000W eppure impianto è di 5,98 Kwh! Grazie ancora

microguru ha detto...

@Anonimo

La soluzione del tuo dubbio è contenuta nel documento (SSP regole tecniche 2016) che descrive le formule matematiche esatte applicate al calcolo di CEi, Oe ed eccedenze, puoi trovarlo qui:
http://www.gse.it/it/Ritiro%20e%20scambio/Scambio%20sul%20posto/Pages/default.aspx

In pratica la valorizzazione dell'energia immessa (CEi) e prelevata (Oe) viene effettuata su base mensile (cioè applicando prezzi che variano mensilmente) e tenendo conto anche delle fasce orarie di consumo/immissione (nel caso di tariffazione bioraria).
La sommatoria di tali valorizzazioni mensili (in Euro, mai in kWh) produce i valori finali CEi e Oe relativi all'anno corrente.

Le eccedenze non sono altro che la semplice differenza aritmetica (se positiva) tra CEi e Oe.
Quindi per rispondere al tuo dubbio, non viene fatta alcuna valorizzazione delle eccedenze su base mensile bensì solo su base annuale.

Se la produzione di eccedenze è sistematica, la resa economica dell'impianto sarà purtroppo subottimale (SSP penalizza volutamente gli impianti sovradimensionati).

Se invece la produzione di eccedenze è un evento sporadico è possibile riuscire a riassorbirle mettendole a credito negli anni successivi, evitando di pagarci IRPEF e addizionali.
In pratica se nell'anno successivo il CEi è minore di Oe allora le eccedenze maturate vengono (anche parzialmente) sommate a CEi (fino al raggiungimento della quota Oe) aumentando il rimborso complessivo CS per quell'anno.

Riguardo il problema tecnico che riporti, per capire cosa sta succedendo occorre prima raccogliere alcuni dati d'impianto per fare un minimo di troubleshooting (potenza inverter, potenza in prelievo contrattualizzata, etc).

:)
microguru